
Penisola Sorrentina - Piano di Sorrento
....appunti di archeologiaLa città ospita il museo archeologico territoriale George Vallet. La
sua storia è legata a quella di Sorrento, della quale fu frazione fino
al 1808. Fino all’800 il territorio veniva indicato con due toponimi,
Carotto e Cassano, che la tradizione popolare attribuiva a due zone
divise da un evento sismico avvenuto del XVI secolo: di qui
l’appellativo “cà rotto” per quartiere danneggiato dal terremoto e “cà
sano” per quello rimasto intatto. La cittadina vanta oggi una intensa
attività commerciale, erede di una secolare tradizione di traffici
mercantili. Qui, del resto, fino a due secoli fa era fiorente un
artigianato legato alla produzione di veloci imbarcazioni, note in
tutto il Regno di Napoli. A fianco della cantieristica navale il centro
costiero ha legato la sua fama in Italia e oltreconfine all’industria
tessile, con circa sessanta filatoi per la lavorazione di lana e seta
attivi fino agli inizi del Novecento. Vera specialità erano i prodotti
serici per vesti e paramenti ecclesiastici. Oggi notevole importanza
ricopre anche l’agricoltura locale. Piano di Sorrento conserva infatti,
ancora in larga parte intatta, la presenza di una coltivazione
intensiva di agrumi, con pergolati e “pagliarelle” poste a difesa degli
alberi.
Villa Fondi
La villa De Sangro di Fondi, pregevole esempio di architettura
neoclassica, fu edificata nel contesto eccezionale di un parco
affacciato a picco sul mare. Il complesso edilizio fu concepito come
una struttura unitaria costituita da un corpo a pianta rettangolare a
due piani, posto a filo strada, e da un corpo a un solo piano,
adiacente al primo e proteso, con due ali simmetriche, verso il mare.
Purtroppo la villa, a seguito degli eventi sismici del 1980/81, si
presentava con il corpo a un piano gravemente danneggiato e con il
corpo a due piani interamente crollato. Il progetto di recupero con
nuova destinazione d`uso polifunzionale ha risolto le difficili
connessioni tra quanto era da restaurare e quanto da ricostruire.
Archeologia
Il Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina
intitolato all`archeologo e studioso Georges Vallet, è ospitato nelle
sale della splendida villa Fondi di Sangro in via Ripa di Cassano a
Piano di Sorrento.
In occasione dei lavori di restauro della villa, dovuti ai crolli
del terremoto dell’80, l’accesso fu posto sul lato a mare in
opposizione al precedente ingresso. Al piano di sopra furono poste due
ampie sale per il museo ed un locale unico fu ricavato nel sottotetto.
Molto spazio è stato ricavato nel piano interrato libero da vincoli di
rispetto della facciata esterna. La sala 1, al piano terra, illustra la
fase preistorica con le grotte e gli insediamenti. La sala 2 è quasi
interamente dedicata agli scavi condotti nel Comune di Piano di
Sorrento, in località Trinità, relativi ad un insediamento della
cultura del Gaudo (II millennio a.C.). L’ingresso che conduce al primo
piano ospita alcuni esempi di scultura e architettura arcaica con
l’esposizione di una splendida testa marmorea proveniente da Massa
Lubrense e i capitelli dorici di tufo da Vico Equense. La sala 3, al
piano superiore, ospita necropoli arcaiche e classiche di Massa
Lubrense, di Vico Equense e di Sorrento, con vari corredi tombali
relativi alle stesse. Nella 2a sala del primo piano vengono illustrate
le fasi storiche della fondazione della città di Surrentum. In questa
sala sono anche contenuti oggetti ritrovati negli scavi della città
antica e delle sue necropoli. Qui si possono anche ammirare le stupende
ricostruzioni in scala della villa cosiddetta di Pollio Felice e i
reperti archeologici della villa di Capo di Massa in contrada
Villazzano, di cui, al piano terra, si ammira la colossale statua di
marmo ritrovata a Sorrento nel 1971 e raffigurante una figura femminile
di probabile età imperiale.