Da Torgiano a Corciano si elogiano il brio e l'arte in ogni sua forma: arti visive, teatro,...
Read more >>
Anticamente si trattava di una costa inospitale e spesso paludosa e le località rivierasche nascono qui per volere dei Signori di Lucca, Viareggio attorno al XV secolo, per dare uno sbocco al mare allo Stato, e per volontà del Duca di Toscana, nel XVII secolo, per facilitare l’imbarco dei marmi pregiati delle Alpi Apuane. Solo nell’ottocento nascono i centri rivieraschi delle località dell’interno Marina di Massa, Marina di Carrara, Marina di Pietrasanta, Marina di Camaiore e Marina di Torre del Lago Puccini, all’interno del Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli.
Piacevole sotto diversi punti di vista, a partire da quello culturale e folcloristico, fino a quello gastronomico o a quello meramente modaiolo, é l’itinerario che parte da Forte dei Marmi e, per Pietrasanta e Camaiore, porta a Viareggio.
Nel 1618 Cosimo De’Medici fece edificare nel luogo paludoso, che diverrà poi Forte dei Marmi, un “magazzino dei marmi” (i cui resti sono ancora visibili), per ricoverare i marmi prima dell’imbarco. Attorno a questa fiorente attività portuale si sviluppò un abitato che, nel 1788, fu dotato di una fortezza fatta costruire da Leopoldo I Granduca di Toscana. Si consolidava così l’abitato e la denominazione, il Forte appunto. Nell’ottocento, quando viene scoperto il piacere delle vacanze marine, la località diviene rapidamente una delle più conosciute e meglio frequentate della costa Toscana. Si arricchisce di splendide palazzine di stile liberty, ville immerse nel verde e stabilimenti balneari alla moda con una sempre più intensa attività mondana,culturale e letteraria.“La Capannina”, fondata nel 1929, ancor oggi in attività, ha significato per decenni quanto di più trasgressivo e per dirla con un neologismo “cool” , il jet set potesse offrire. Per Querceta, presto si arriva a Pietrasanta, voluta, ai piedi della Rocca Righina sulla frequentatissima Via Franchigena che portava a Roma, nel 1255 da Giuscardo Pietrasanta Podestà di Lucca. Si visiti il marmoreo Duomo dedicato a San Martino che conserva splendide opere d’arte del XVI secolo, mentre la Chiesa di Sant’Agostino dalla marmorea facciata spartita, è oggi adibita a mostre estemporanee.
Sulla piazza, inoltre, sorgono la Torre delle Ore (1530-34), la Colonna del Marzocco (1514) e l’ottocentesco monumento a Leopoldo di Toscana che aveva dichiarato Pietrasanta“Città Nobile”, opera del cittadino Vincenzo Santini. L’ingresso al Museo Archeologico suscita interesse per la raccolta di corredi funebri etruschi e romani, mentre la visita al Museo del Bozzetto é la giusta occasione per scoprire gessi e calchi di famose opere, che magari non tutti sanno essere state realizzate con il marmo apuano, e la ricostruzione di un laboratorio per la lavorazione del marmo. Si prosegue ora per Camaiore, centro benedettino conquistato dai lucchesi nel XIII secolo, fortificato e cinto da mura nel secolo immediatamente successivo. Da vedere la Collegiata di Santa Maria, del 1278, e la romanica Badia Benedettina di San Pietro, risalente ai secoli VII-XI. Interessanti sia le Collezioni Archeologiche Municipali sia il Museo d’Arte Sacra, allestito presso la Confraternita del Santissimo Sacramento. Risulterà di certo indimenticabile una sosta il giorno del Corpus Domini, quando gli abitanti danno luogo ad un`iniziativa unica in Italia: “I tappeti figurati di segatura”. Procedendo in direzione del mare si incontra la più importante stazione balneare versiliese, la“Perla del Tirreno”, Viareggio, delimitata dal porto-canale della Burlamacca e Marina di Torre del Lago Puccini. La natura paludosa dei luoghi ha da sempre ostacolato l’insediamento delle popolazioni che, comunque grazie ad importanti opere di bonifica, risulta antico.
La Torre Matilde del 1544 é opera dei lucchesi che hanno fortificato l’abitato, ma è con Maria Luisa di Borbone che si ha uno sviluppo urbanistico di rilevante importanza, grazie ad interventi risolutivi che fanno ottenere, nel 1820, il titolo di città a Viareggio. Dalla passione per il mare ma soprattutto per i bagni di mare di Maria Luisa, nascono anche le prime iniziative private da cui sorgono i primi stabilimenti balneari, nel 1823, “Dori” e “Nereo” frequentati da signori e signore. Bellissimo il viale fiorito che accompagna l’arenile sul quale prospettano edifici in Art Decò e stile Liberty fra i quali il cinema Savoia, i grandi magazzini Duilio ed il Grand Café Margherita, dalle forme orientaleggianti, decorato da Galileo Chini . Ma Viareggio non è nota unicamente per le sue spiagge, celebri, infatti, sono i suoi cantieri navali specializzati nella costruzione di esclusive imbarcazioni da diporto. Nelle vicinanze Torre del Lago Puccini, in pieno Parco Regionale, e, vicino al Lago Massaciuccoli abitato da Aironi bianchi, Aironi cinerini e Cavalieri d’Italia, dove il Maestro si dedicava alla caccia, suo sport preferito, sorge la Villa, ora adibita a museo, dove ha composto le sue opere che oggi, d’estate sono eseguite nel suggestivo teatro all’aperto. “Spiagge assolate, fresche pinete, il Lago sempre calmo, ovvero:l’Eden” Sono le parole esclamate a cuor aperto da Puccini. Le stesse emozioni si provano anche sedendosi a tavola dove,Viareggio é soprattutto il “caciucco viareggino” che si confronta con quello, meno piccante, di ricetta livornese. Altre specialità della cucina impreziosita dai prodotti ittici del Tirreno, sono la “zuppa di arselle”, gli “sparanocchi” (scampi), e le “ cieche” fritte oltre alle grigliate, da annaffiarsi con i pregiati DOC lucchesi. Il nostro itinerario è stato breve ma intenso e ricco di colori, saporie sensazioni, allietato da una gastronomia superba: una bellissima opportunità per unire spiagge, sole, mare e cultura.
CARNEVALE DI VIAREGGIO
Già ai tempi di Maria Luisa di Borbone vigeva la consuetudine che il martedì grasso “servi e padroni banchettassero insieme”. Nel 1873 ha luogo, ad opera dei nobili e della borghesia locale, per integrare il rito dei veglioni, la prima sfilata lungo il mare delle carrozze infiorate, oggi carri allegorici, la cui sfilata, l’anno seguente, é stata contestata da un gruppo di lavoratori dando luogo a salaci scambi di battute. E’ dunque questa l’origine, del tutto accidentale, del più famoso Carnevale italiano da cui derivano la maschera di “Burlamacco” e l’inno “su le coppe di champagne!”, che accompagna la sfilata di carri enormi realizzati in cartapesta, oggi trainati da trattori anziché buoi, che satireggiano governanti italiani e stranieri, personaggi pubblici e dello spettacolo. Le raffigurazioni rappresentano soggetti presi di mira in maniera grottesca con caratteristiche esagerate, in atteggiamenti comici e beffardi. Uno spettacolo unico tutto da ridere, che annuncia l’arrivo della primavera alle porte sui calendari ma già presente nelle temperature assai miti della Versilia, e che ogni anno attira centinaia di migliaia di spettatori nel corso delle cinque sfilate del mese di Febbraio.